sabato 11 febbraio 2012

Contro la repressione in Siria –Appello a poeti e traduttori per la traduzione e diffusione delle opere di poeti siriani


















Vista la gravità della situazione in Siria, particolarmente gli spargimenti di sangue che su base quotidiana hanno caratterizzato gli ultimi mesi, lanciamo un appello perché in Italia non venga meno l’attenzione e la solidarietà verso le sofferenze di questo paese. Parte del processo attraverso cui si crea indifferenza ed ostilità verso il diverso e verso popoli di altri paesi è il mantenimento dell’ignoranza e il continuo sminuire di ciò che essi hanno sperimentato ed elaborato. Pubblicando questi testi di poeti siriani, uomini e donne diversi per generazione, strato sociale, religione e provenienza tradotti in italiano vorremmo dare un assaggio agli italofoni della ricchezza, diversità e profondità della cultura del popolo che li ha elaborati. La poesia riesce spesso a raggiungere chi la legge e chi l’ascolta in maniera più immediata ed è in grado di far emergere l’universalità dell’esperienza umana, contrastando l’idea di presunte superiorità occidentali, idea favorita nell’ultimo decennio dalla diffusione dell’ideologia dello “scontro delle civiltà”. Questo modello a cui hanno aderito molti intellettuali in Italia ha come ripercussioni il razzismo, la percezione di altri popoli come sub-umani, la mancanza di solidarietà, l’incapacità di elaborare analisi sufficientemente articolate in grado da gettare luce sulle rotture e gli scardinamenti che si stanno manifestando oggi nel mondo, compreso nel nostro. Per mantenere viva l’attenzione su questo paese , si chiede a chi vuole aderire all’iniziativa non solo di aiutare a produrre le traduzioni e a far circolare quelle già esistenti, ma anche di diffonderle attraverso siti e blog ai quali collaborano (come ha già iniziato a fare il giornale glocal Glob011), integrare una componente “poesie siriane” negli eventi che organizzano e trovare modi creativi di far arrivare queste voci. Per ricevere informazioni, riferimenti a poesie e poeti, o per inviare adesioni al progetto, traduzioni o segnalazioni di poesie contattare : Pina Piccolo, piccolop56@gmail.com o Aya Homsi aya.87@hotmail.it
Sotto, brevi estratti da alcuni dei poeti e delle poetesse più conosciuti:
Se il cielo è un velo / la terra è un velo / il mio paese è un velo /il carcere è un velo / il silenzio è un velo / la poesia è un velo / e io sono un velo / come faccio a vedere Dio / e Dio a vedere me? ( Faraj Bayraqdar 1951-)
Giorni immoti mentre le pietre / mandano il richiamo di barche cieche (Saniyya Salih, poetessa 1935-1985)
[la cicogna] Radioso come un urlo quel triste candore s’innalza nello spazio delle nostre gole / Radioso come un urlo s’innalza quel triste candore (poeta curdo-siriano Salim Barakat 1951-)
una volta abbiamo chiesto ai nostri compagni di classe [che cos’è l’amore?] / e ci hanno risposto che era un bambino trasognato /che scriveva poesia su un narciso / nel suo grembiule /raccoglieva formiche, bacche e semi /e dava conforto a mici maltrattati (Nizar Qabbani 1923- 1998)
[Esilio] / Per via del dolore /indossava quei campanelli colorati,/una maschera di gioia./ Annodava le sue storie / alla punta della lingua /sì che non lo tradissero /nel momento cruciale./Camminava /leggero / con scarpe costellate di diamanti - solo, mentre la notte / senza stelle in attesa / si impossessa dei miei occhi (Aisha Arna’ut 1946 -)
una cosa si era distesa / nel cunicolo della storia /una cosa adorna, esplosiva /che trasporta il proprio figlio di nafta avvelenato /al quale il mercante avvelenato intona una canzone /esisteva un oriente simile a un bambino che implora, /chiede aiuto /e l’occidente era il suo infallibile signore. /questa mappa è mutata / l’universo è un fuoco /l’oriente e l’occidente sono una tomba sola /raccolta dalle sue ceneri (Adonis, 1930 -)
M’infiamma il desiderio /e brillano i miei occhi. /Sistemo la morale nel primo cassetto che trovo, /mi muto in demonio, /e bendo gli occhi dei miei angeli /per / un bacio. (Maram Al Masri (1962 -)

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