venerdì 17 febbraio 2012

POETI SIRIANI III



















Salim Barakat

Indice delle creature
La volpe
La galassia dei canti allarga la sua pelliccia verso altre galassie, avvicinatevi gironzoloni
Con le vostre trappole azzurre, a dar la caccia alle colombe degli inganni.
Ma con quale laccio catturerete questa creatura che si scatena come una sghignazzata?
Cosa catturerà questo suasivo canto melodioso portandolo verso l’acqua? Che così sia.
Prendetelo, prendete questa bellezza spericolata, è il racconto che bussa
Oooh… ooh,, pensavi forse di avere un racconto prima che con la coda lo toccasse?
Provi a disperderlo ma rimane
Lo disperdi ma ecco che rimane la colomba dell’inganno
Il pavone
Fuori da qui, fuori di giardini pensili delle piume, un turbinio di colori si libera
Della copertura e la tempesta disperde corona per corona così che l’unica cosa che si vede
È solo il carnevale del domani
All’ombra del direttore di circo di ieri
Questo uccello lascialo urlare
Lascia urlare le sue piume
E urla pure tu col tuo presente di bambagia e gli sguardi rubati
dal buco della serratura della morte
La cicogna
Chi c’è per quel triste candore? Chi per l’erba che spoglia
Le donne del fiume? Chi per le sponde che rubano i candelabri dell’acqua?
Chi per quel vento che si tiene in piedi su quelle gracili zampe, e quel beccheggiare
Il vento dal laghetto di giornata?
Chi per il lamento che indossa la coroncina da sposa?
Chi per la primavera, poliziotto delle stagioni,
comandante nel nome di una dolcezza che non c’è mai stata?
Radioso come un urlo quel triste candore s’innalza nello spazio delle nostre gole
Radioso come un urlo s’innalza quel triste candore.
(Tradotto dall’arabo in inglese da Fady Joudah, dall’inglese all’italiano da Pina Piccolo)
Di origine curda, Salim Barakat è nato nel 1951 a Qamishli, in Siria. Ha studiato letteratura araba all’università di Damasco e ha viaggiato a Beirut e a Nicosia dove è stato redattore associato di Al Karmel (rivista di cui era redattore capo Mahmoud Darwish) e infine a Stoccolma. Barakat ha scritto dieci raccolte di poesia, nove romanzi, due autobiografie e un diario.

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