lunedì 26 settembre 2011

“Behind the mirror” - progetto Speciale alla IV Biennale di Mosca. Dietro lo specchio con una performance


in foto n. 1: Andrey Martynov, direttore generale della Biennale di Mosca inaugura "Behind the mirror"
in foto n.2: Francesco Attolini, Lolita Timofeeva, Christian Bolzano, Maurizio Vanni. Dopo la performance

Il 23 settembre 2011 alle ore 15.00 è stato inaugurato Progetto Speciale della Biennale di Mosca “Behind the mirror”.
Maurizio Vanni, giovane curatore italiano – artefice del progetto coinvolge tre artisti: Francesco Attolini, Christian Balzano e Lolita Timofeeva. In una sede strategicamente vincente sia per la posizione (20 minuti a piedi dal Cremlino), sia per le frequentazioni: un luogo aulico, contenitore del sapere, quotidianamente frequentato da migliaia di persone in dimestichezza con la cultura.
La mostra è stata allestita in tre sale con tre progetti personali, uniti da un filo conduttore: lo specchio. “Stare dietro lo specchio – spiega il curatore – significa andare oltre l’apparenza delle cose, non accontentarsi della superficie della realtà e cercare di non fidarsi di una semplice immagine riflessa. I Self-portraits di Francesco Attolini (video e foto) non sono altro che il riflesso della propria interiorità attraverso altre persone. Riscoprire la propria esistenza significa riscrivere nuove identità, strutturare nuovi volti, scoprire inedite geografie fisionomiche esaltando le diversità di razza, di pensiero, di professione, di specie, di carattere e di spirito. Christian Balzano (installazione site-specific e struttura segnico-cromatica) è consapevole che lo specchio offre un’immagine rovesciata della realtà e che solamente attraverso la mente e l’istinto primordiale possiamo innescare un vero e proprio processo di conoscenza in grado di farci orientare nel labirinto della nostra esistenza. Per Lolita Timofeeva (dipinti, disegni e installazione) la questione della verità delle cose è qualcosa che implica il completo coinvolgimento del nostro intelletto, partendo dal presupposto che l’alchimia non si propone di risolvere un problema chimico, ma spirituale. Tutto è legato alla nostra mente e dipende dagli emisferi del nostro cervello.”
L’inaugurazione è stata animata da una fresca e coinvolgente performance, protagonisti - tutti e tre artisti, ma anche gli spettatori, costretti a vedere il proprio riflesso nello specchio e spostarsi in una processione solenne in mezzo alle sale di lettura e corridoi interminabili della biblioteca.
Numerosi sono stati gli ospiti, tra i quali: Direttore generale della Biennale Andrej Martinov, adetto alla cultura dell’Ambasciata italiana Maria Sica, Direttore del ICI Adriano Dell’Asta, rappresentante dell’Ambasciata lettone Maija Bisofa.
di Anna Zubova (Mosca)

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