lunedì 7 luglio 2014

Opere di Emily Joe alla Fondazione La Verde La Malfa

opera di Emily Joe


Segni di Memoria e Pace è l’evento con cui la Fondazione La Verde La Malfa - Parco dell’Arte ha inaugurato  22 giugno 2014 due mostre d’arte contemporanea: una permanente e l’altra temporanea di artisti nazionali e internazionali realizzate anche con la Galleria Michela Rizzo di Venezia.
“Stanza della Memoria e Stanza della Pace” è a cura del Prof. Giorgio Agnisola.
Nella Stanza della Memoria sono esposte le ultime acquisizioni della Fondazione, ovvero, i lavori di Lawrence Carroll, Cristina Treppo, Lolita Timofeeva e Emily Joe.
Attraverso un varco tra i due vani, si giunge al secondo ambiente, la Stanza della Pace, “disegnato” da Angelo Casciello che ha realizzato un’opera site specific.
Tutte queste opere faranno parte della collezione permanente della fondazione.
Invece la mostra collettiva temporanea  “Le immagini della memoria” a cura dello storico dell’arte Giuliana Albano sarà in corso fino al 27 settembre ed indaga il tema della memoria mediante i lavori di Silvano Tessarollo Cristina Treppo, Lolita Timofeeva e Emily Joe.
Professor Giorgio Agnisola scrive nel testo pubblicato nel catalogo della mostra: “..Il primo artista invitato è Emily Joe. Egli ha lavorato su di un doppio binario, creando per un verso piccole scenografie biografiche, registrando come in uno spaccato interiore la storia cronologica dell’artista, per l’altro contenitori in cui viene ricomposta una identità più segreta di Elena la Verde, utilizzando lacerti reali ed ideali del suo profilo interiore, confezionati in valigie, pronte per un viaggio immaginario. Tale intervento occupa uno spazio a latere, accanto a una scrivania e ad una libreria. Nella  libreria sono i concreti segni del tempo ( foto, lenti, bottiglie, cartoline, etc.),  ordinati come storie dentro storie, frammenti di una memoria liquida, fluttuante come onda musicale. Sui ripiani sono le illustrazioni di una Roma oggi improbabile, le foto di famiglia incellofanate, una testina scolpita e rivolta  a scrutare il paesaggio di neve di un’antica cartolina e altro ancora. Gli oggetti costituiscono altrettanti sguardi al passato; ma in essi non c’è dietrologia. I volti, quelli dei protagonisti della casa, e in particolare il volto di lei, di Elena, emergono come da una nuvola di sogno, dolcissima e presente. Sulla scrivania, invece, sono i reperti di una storia scritta: i quaderni, con i pensieri di Elena, con la sua scrittura grande, espansiva, metodica, raffinata; e poi i libri, le penne e le lenti concave che invitano a sguardi ravvicinati, tra spazio e tempo.” 
Giuliana Albano  aggiunge: “..Emily Joe sembra entrare in contatto con “altre vite”. Il suo non è il ricordo di qualcosa di ormai chiuso e definito, ma un’interazione con presenze vive che gli crescono e si evolvono nell’anima prima che nell’immagine; il suo è cioè un cammino di rimandi psicologici e percorsi interiori. “
EMILY JOE (1959). Vive e lavora a Fagnano Olona (Varese).

via Sottotenente Pietro Nicolosi, 29 – 95037 – S. G.La Punta - Catania
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