domenica 30 aprile 2017

ASTA D’ARTE CONTEMPORANEA


a cura di Arturo Schwarz e Ermanno Tedeschi
Martedì 16 Maggio 2017 Ore 18.00
UniCredit Pavilion, piazza Gae Aulenti 10, Milano
Oltre 60 artisti contemporanei donano le loro opere a favore del progetto del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente (CIPMO): “MEDITERRANEO LO SPECCHIO DELL’ALTRO”

Grazie all’ospitalità di UniCredit Pavilion, il 16 Maggio alle Ore 18.00, a Milano, saranno battute all'asta da Filippo Lotti, Amministratore Delegato di Sotheby’s Italia, le opere di artisti di diversa nazionalità, religione e cultura, per affermare il valore dell'arte quale ambasciatrice di pace in grado di favorire il dialogo e la comprensione tra le due rive del Mediterraneo. Il progetto del CIPMO "Mediterraneo. Lo Specchio dell'altro" è centrato sul ruolo delle Diaspore Med-Africane nell’accoglienza e inclusione di rifugiati e immigrati e la possibile promozione di progetti di co-sviluppo con i Paesi d’origine.

“Si stima che le Comunità italiane di origine straniera siano composte da sei milioni di persone, e tra loro un milione sia costituito da cittadini italiani a pieno titolo.
Queste Comunità diasporiche possono svolgere un ruolo essenziale in qualità di ambasciatori sociali, culturali ed anche economici, al fine di combattere il radicalismo tramite l’interazione economica, l’integrazione educativa, il dialogo interreligioso, lo scambio culturale e la cooperazione. Di queste Comunità fanno parte anche cittadini di seconda e terza generazione, oramai parte integrante della nostra società e dunque pienamente inseriti nel processo produttivo e nel settore dei servizi, costituendone un elemento essenziale e vitale”, afferma il Presidente del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente (CIPMO), Janiki Cingoli.

Il progetto "Mediterraneo. Lo Specchio dell'altro" punta ad una vera e propria rivoluzione copernicana nell’affrontare il problema dei rifugiati e degli immigrati, facendo perno sulle Comunità di origine straniera per combattere i processi di radicalizzazione e promuovere l’inclusione di rifugiati e immigranti ed anche progetti di Co-Sviluppo con i paesi di origine, in stretta collaborazione con le Autorità nazionali e locali e le organizzazioni del volontariato.
Si punta in particolare sui giovani. Attraverso un Network di Istituti scolastici superiori, studenti milanesi si interfacciano con studenti del Sud Mediterraneo (israeliani, palestinesi, tunisini, marocchini, turchi), imparando a conoscere l’Altro e attraverso di esso a comprendere meglio se stessi.

“La creazione di un’opera d’arte è il frutto di fantasia e creatività, di una capacità di leggere il presente guardando al futuro, di rigore e professionalità profonde e maturate nel tempo. Vi è molto di simile con un’esperienza come quella del CIPMO, che è quella di creare canali di comunicazione e di comprensione dell’Altro, approfondendo i processi che sono in corso, senza veli, senza paraocchi, analizzando la realtà e ricercando le vie talora anche nascoste per cambiarla, quella realtà, per costruire un futuro diverso, più rispettoso dell’umanità. Spero che questa Asta, che sono stato felice di promuovere e curare insieme all’amico Ermanno Tedeschi, sia in grado di sostenere questo progetto, mettendolo in condizione di assicurare un aiuto concreto per affrontare questo ineludibile problema dei nostri giorni”, dichiara Arturo Schwarz, curatore dell’Asta


Il Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente (CIPMO) da 28 anni promuove il dialogo in Medio Oriente e la cooperazione euro-mediterranea, offrendo le sue competenze a istituzioni, enti governativi ed imprese per aiutarli a conoscere più a fondo le radici delle nuove problematiche che legano le sponde Sud e Nord del Mediterraneo L’asta di quest’anno si svolge in una fase di grande sviluppo e rinnovamento del Centro, con la recente nomina a Direttore di Valeria Giannotta, docente universitaria proveniente da una lunga esperienza accademica in Turchia, e l’avvio di nuovi e costruttivi progetti. La disponibilità di una grande casa d’asta come Sotheby’s, l’ospitalità offerta da UniCredit Pavilion, l’autorevolezza di Arturo Schwarz e di Ermanno Tedeschi, la generosità di tanti artisti e collezionisti e galleristi, hanno reso possibile questa asta.
"La speranza, afferma ancora Janiki Cingoli, è il dono che i nostri amici artisti ancora una volta ci offrono, e che offrono a tutti gli amici che insieme a loro vorranno sostenere i nostri progetti partecipando attivamente e generosamente al nostro appuntamento”.


Ufficio Stampa CIPMO comunicazione@cipmo.org – mob.333.12.05.486
Per partecipare all’evento è necessario registrarsi al seguente link   https://goo.gl/ciIcnh
Per informazioni e offerte pre asta: E-mail asta@cipmo.org, Tel +39 02 866 147

INFORMAZIONI:
ASTA D’ARTE CONTEMPORANEA a cura di Arturo Schwarz e Ermanno Tedeschi
martedì 16 maggio 2017 ore 18.00
UniCredit Pavilion, piazza Gae Aulenti 10, Milano -
Invito  https://goo.gl/eew7VI

Intervengono:
Interviene Enrico Mentana – Direttore del TG La7
Introducono Arturo Schwarz e Ermanno Tedeschi - Curatori dell’Asta
Batte l’asta Filippo Lotti - Amministratore Delegato di Sotheby’s Italia
Presiede Janiki Cingoli - Presidente CIPMO

Esposizione delle opere:
lunedì 15 maggio ore 15.00 – 19.00
martedì 16 maggio ore 10.00 – 19.00, orario continuato


Opere di prestigiosi artisti italiani e internazionali: Valerio ADAMI, Vittorio AMADIO, Maryam BAKHTIARI, Roberto BARNI, Gabriella BENEDINI, Gianni BERENGO GARDIN, Jean BLANCHAERT, Paul BOMPARD, Jessica CARROLL, Bruno CONTE, Enrico Tommaso DE PARIS, Lucio DEL PEZZO, Enrico DELLA TORRE, Alessandro DI VICINO GAUDIO, Lello ESPOSITO, Ennio FINZI, Angelo FRATTINI, Ruggero GABBAI, Omar GALLIANI, Moshe GORDON, Ezio GRIBAUDO, Riccardo GUSMAROLI, Ali HASSOUN, Sam HAVADTOY, Maurice HENRY, Pina INFERRERA, Emilio ISGRÒ, Andrea JACCHIA, Michel KICHKA, Corrado LEVI, Stefano LEVI DELLA TORRE, Margherita LEVO ROSENBERG, LIUBA, Renzo MARGONARI, Livio MARZOT, Maria MULAS, Barbara NAHMAD, Mario NALLI, Barbara NEJROTTI, Ugo NESPOLO, Romano NOTARI, Izumi OKI, Ciro PALUMBO, Luca Maria PATELLA, Guido PERUZ, Cristiano PETRUCCI, Luca PIGNATELLI, Tiziana PRIORI, Salvatore PROVINO, Tobia RAVÀ, Omar RONDA, SALVO, Dado SCHAPIRA, Daniel SCHINASI, Eugenia SERAFINI, Pietro SPICA, Fausta Augusta SQUATRITI, Mauro STACCIOLI, Max TOMASINELLI, Ester VIAPIANO, Marilena VITA, Caterina VOLTOLINI.

venerdì 28 aprile 2017

Giorgio Guazzaloca. Sindaco-macellaio, orgoglioso di esserlo

Ritratto di Giorgio Guazzaloca dipinto da Lolita Timofeeva 

di e.m.

Se ne andato mercoledì scorso Giorgio Guazzaloca, il primo sindaco non comunista di Bologna la “rossa”.
Il macellaio agli esordi della sua carriera, entrò nella storia nel 1999 quando vinse a sorpresa le elezioni, sfidando il monopolio comunista del capoluogo emiliano durato 54 anni. Un bolognese DOC, non diventò mai un “uomo del partito” pur essendo sostenuto dal centrodestra.
Amava Bologna ed era ricambiato dalla sua gente. Era stimato anche dagli avversari politici, tanto è che nel 2001 un gruppo, prevalentemente diessini o ex, gli fece un regalo particolare: commissionarono all’artista lettone Lolita Timofeeva il ritratto del primo cittadino. Il gesto provocò contrasti nel ambiente politico.
Si legge su il Resto del Carlino del 7 febbraio: “Ma che quadro divertente e - temiamo - per nulla malizioso, quello che hanno regalato ieri a Guazzaloca, per il 57esimo compleanno, gli amici della briscola. Amici storici, una nutrita pattuglia di vecchie glorie uscite quasi tutte, diritte sparate, da vent’anni e passa di storia del Pci bolognese. E già su questo si potrebbe tratteggiare tutto un mondo di consuetudini, legami e frequentazioni capace di inceppare i  fegati del intero centrodestra”.
Ma il gesto suscitò polemiche anche nella sinistra.
L’autrice della tela Lolita Timofeeva racconta:

- Al primo appuntamento con il sindaco scattai tante foto nel suo ufficio e mentre mi donava un libro sulla storia dei macellai di Bologna, intuì l’orgoglio nel suo commento, rimasi colpita. Tornai nel mio studio e sfogliando il volume vidi il quadro di Carracci “La bottega del macellaio”, così decisi di inserire nel mio dipinto il quarto di bue. Quando comunicai questa mia idea al gruppo dei committenti, fui criticata: “Devi rispettare il sindaco”. Tornai al Palazzo D’Accursio  per sentire da Guazzaloca: “Sono fiero di essere un macellaio. Proceda pure”.
So che era affezionato a questa sua immagine, teneva sempre il ritratto nel suo ufficio.

Oggi nella Sala Rossa di Palazzo d'Accursio è stata allestita la camera ardente con il picchetto d’onore. Domani alle 10.00 – la messa nella Cattedrale di San Pietro per ultimo saluto. Per la stessa giornata il sindaco Verginio Merola ha proclamato lutto cittadino.

Il gruppo di persone che festeggiarono Giorgio Guazzaloca nel 2001 insieme alla pittrice con il ritratto sullo sfondo 



mercoledì 1 marzo 2017

Roberta Serenari. Legate alla Luna


dal 4 al 12 marzo 2017                 
Sala Giorgi - Via del Mercato 13 – SASSO MARCONI (BO)

Con il patrocinio del Comune di Sasso Marconi

Presentazione di Kit Sutherland
ORARI MOSTRA: tutti i giorni dalle 16 alle 19.30

La mostra personale di Roberta Serenari "Legate alla Luna", si terrà nell'ambito della manifestazione "L'amore delle donne" organizzata nel Comune di Sasso Marconi.

 4 MARZO ore 15,30 - apertura mostra
ore 16.00 - Saluto Assessora P.O. Marilena Lenzi
Inaugurazione mostra pittrice Roberta Serenari, presenta Kit Sutherland
ore 17.00 - 19.30 "SORELLANZA"
Annamaria Farabbi poeta - Pina Galeazzi psicologa analista
Interventi e letture di Antonella Barina, Patrizia Dughero, Cristina Nuvoli, Federica Trenti, Giovanna Zunica, e dei gruppi e associazioni: Donne di Poesia di Modena, Donne degli Horti di Mantova - Gruppo d'arte "A casa di Irene" - Sororità di Mantova - Per il Gruppo '98 Poesia: Anna Zoli
Gressi Sterpin alla fisarmonica

ore 19.30 Buffet in sala Atelier

5 MARZO - ore 10.30 – 16.00 - "L'AMORE DELLE DONNE"
con Pina Galeazzi psicologa analista
Poete e scrittrici: 
Antonella Barina, Francesca Del Moro, Patrizia Dughero, Leila Falà, Luisa Gastaldo, Anna Rita Morara, Paola Turroni, Claudia Zironi, Ass. Donne di Sasso, Gruppo Gimbutas, Ass. Assolutamente Azzurro (Anna Agostini, Gianfranco Corona), I Benandanti (Roberta Gasperi), Gruppo '98 Poesia (Silvia Albertazzi, Paola Elia Cimatti, Zara Finzi, Serenella Gatti Linares, Loredana Magazzeni, Anna Zoli), Voci della Luna (Pier Paolo Amodeo)

12 MARZO - ore 17.00 – 19.00 in collaborazione con l'Ass. Le Nuvole
A chiusura della mostra di Roberta Serenari,
letture con musica e un brindisi insieme - con la partecipazione de Le Voci della Luna : poesie di Francesca Del Moro, Anna Maria Farabbi, Annamaria Ferramosca, Karline VonGunderode, Francesca Del Moro, Anna Contino, Patrizia Dughero, Debora Marzaduri, Federica Trenti. Chitarra acustica di Antonio Stragapede.

sabato 4 febbraio 2017

Edi Rama a Firenze.

La Galleria Eduardo Secci è lieta di inaugurare, venerdì 24 febbraio 2017 dalle ore 18.00, nella sede espositiva di Piazza Goldoni di Firenze, la mostra personale di Edi Rama  (Tirana, 1964), artista e PrimoMinistro albanese. Una personalità politica sui generis che si è occupata non solo del risanamento economico del suo paese, dopo anni di crisi a seguito della caduta del comunismo, ma anche di farlo grazie a una spiccata sensibilità artistica ed ecologica che l’ha visto impegnato in numerosi processi di riqualificazione sociale, urbanistica ed etica.
La mostra si compone di disegni, sculture e wallpaper che si susseguono negli spazi della galleria senza soluzione di continuità, trasferendo a Firenze l’atmosfera del proprio ufficio a Tirana e termina con la proiezione del video che Anri Sala ha prodotto nel 2000 testimoniando il grande progetto di riqualificazione della città di Tirana promosso dal fraterno amico Edi Rama. In questi lavori si avver- te come Rama combini i suoi aspetti di artista e politico, dilatando la sua arte alla realtà politica, al punto che questi due ambiti sono diventati indistinguibili per lui. Infatti, lui stesso afferma come continui a dipingere durante le riunioni o durante le telefonate di lavoro come metodo di concen- trazione e astrazione allo stesso tempo.
In quest’ottica, sicuramente la serie “Doodles”, prodotta fra il 2000 e il 2012, rappresenta il filone più ampio della sua produzione. Disegni a pennarello abbozzati su semplici fogli della sua agenda in cui sono elencati tutti gli appuntamenti, scarabocchi che riflettono una sorta di agitazione interiore nella routine quotidiana di un uomo politico. Questi disegni esistono come frammenti di tempo, tro- vato lungo una giornata lavorativa, e possono essere visti come spartiti musicali. Disegni apparen- temente inconsci, che sembrano emergere dalla tradizione surrealista della scrittura automatica, e che si manifestano all’interno del suo tempo di lavoro, come qualcosa che dentro di lui cerca di fuggire dal posto di lavoro. Nello stesso modo le sculture diventano rendering improvvisati dei rifugi reali, caverne e grotte all’interno del subconscio di Rama. Sebbene il suo impegno politico lo assorba nell’ambito del quotidiano e proprio a causa della sua concentrazione in esso, egli trova l’esigenza di sentirsi libero e di fare altre cose contemporaneamente, una necessità che si rivela at- traverso questi disegni. Entrambe le attività hanno una propria temporalità e, a sua volta, portano con sé una propria intenzionalità.
Uno degli aspetti più interessanti di questi lavori è lo spazio fisico sospeso tra l’agenda di lavoro e il disegno, quello spazio di astrazione e di attesa. Una dimensione intermedia, in una complessa stratigrafia, che rivela lo spazio compresso e sottostante tra gli scarabocchi e i documenti di natura politica. Una zona di pensiero che rivela un’urgenza occulta e in cui Rama diventa un pianificatore di realtà, come l’ha definito l’artista Anri Sala.

Edi Rama (Tirana, 1964) vive e lavora a Tirana. E’ stato professore di pittura presso l’Accademia di Belle Arti e autore di diversi libri, le sue opere sono state esposte in numerose mostre personali e collettive tra cui Biennale di San Paolo (1994), Haus der Kunst a Monaco di Baviera (2004), Centre Pompidou di Parigi (2010), Musée d’Art Contemporain de Montréal (2011), e il Tophane-i Amire Cultura e Art Center di Istanbul (2015).

Inaugurazione: 24.02.2017 dalle ore 18:30Date della Mostra: 24.02.2017 - 8.04.2017Orari dapertura: Lunedì Sabato 10.00/13.30 14.30/19.00 e su appuntamento Sede: Piazza Carlo Goldoni, 2 / Firenze

martedì 31 gennaio 2017

La nuova Arte Fiera di Angela Vettese ovvero la forza delle idee


di Marisa De Leonardis

La41esima edizione di Arte Fiera si è proposta all’insegna della qualità.
La sfida della nuova direzione artistica di Angela Vettese ha segnato un cambiamento percepibile anche ai non addetti ai lavori, all’interno della manifestazione fieristica e negli eventi esterni di Art City.
Una riflessione sul “senso” delle cose è iniziata dalla nuova veste grafica che ci sorprende e spiazza alla vista di immagini e textures naturali tutt’altro che rassicuranti e bucoliche, perché  “è dai momenti di muta, di identità smarrita, di difficoltà a leggere ciò che si vede che nascono le idee nuove e il pensiero ipotetico alla base dell’arte e di tutta la conoscenza. L’arte per me non è decorazione, ma sapere ed evoluzione del pensiero”. Una posizione davvero innovativa: porre la crisi del contemporaneo, la ricerca di un pensiero critico al centro del programma di una manifestazione che per definizione è mostra-mercato, operazione commerciale, occasione d’ interesse per galleristi e investitori.



Un rinnovamento che vuole affrancare Bologna dal consueto stile provinciale di affollato baraccone fieristico, vetrina rumorosa ed evanescente della piazza-mercato dell’arte, per agganciarla alla tendenza nazionale ed internazionale che lega ed eleva sempre più le fiere artistiche ad eventi culturali e a motori di creatività diffusa sul territorio.
I paradigmi del cambiamento? Qualità vs quantità-forma+contenuto. La formula sembra anche troppo semplice, ma si sa, e purtroppo spesso ce ne dimentichiamo, less  is more.

CORTESI GALLERY, Grazia Varisco, Vasi comunicanti

E’ bastato ridurre il numero delle gallerie (da 221 del 2016 a 153) e favorire gli stand con pochi artisti per rendere il percorso più fruibile e piacevole. L’allestimento minimal e razionale.

MARCOLINI, Mustafa Sabbagh, Made in Italy, 2016

Non sappiamo quanto sia frutto di selezione o di casualità ma il fil rouge  delle opere esposte sembra seguire e prediligere le linee essenziali dell’astrattismo.
Il sostantivo che esprime la percezione dell’insieme è sobrietà. Sembrano bandite le sperimentazioni più spettacolari ed attrattive di alcune passate edizioni così come una certa forzata allure da evento mondano.

EDOARDO SECCI, Monika Grzymala, 2016

E si percepisce che non è solo crisi economica quest’aura di essenzialità, ma desiderio di significato, con l’area d’ingresso ampiamente dedicata all’editoria, che declina verso il visitatore comune con una sezione dedicata alla fotografia “la sola forma d’arte praticata da tutti”, e verso il collezionismo interessato alle nuove proposte della sezione Nueva Vista nella rigorosa selezione di tre gallerie.

   GUIDI  & SCHOEN, Matteo Basilé, Terrae Motus, 2016

La sezione di lectures d’artista, nuova frontiera dell’arte performativa, si espande dalla fiera ai luoghi dell’arte cittadina, a cercare ispirazione e connessioni con il patrimonio culturale bolognese, risorsa preziosa mai abbastanza valorizzata, quando non addirittura dimenticata.

PALUDETTO, Maura Banfo, L’ascolto, 2016

Sinergia e resilienza, se non fossero termini ormai banalizzati nel loro uso, potrebbero essere i vettori del nuovo progetto  Arte Fiera, in un’epoca in cui avere il coraggio di un’ “azione intellettuale” è quanto mai anacronistico. Eppure, evidentemente, non impossibile. Rimettere al centro l’idea (non ideologica) ha riposizionato gli attori in campo, potenziando le risorse umane e materiali.

      MARELLA,  Abdoulaye Konaté, Composition en bleue personagge en blanc, 2017

La kermesse Art City che affianca da cinque anni la fiera, si è trasformata da evento collaterale delle istituzioni pubbliche e private bolognesi a luogo della sezione Polis: mostre ed eventi sul tema della convivenza e della rinascita dell’identità civica, in un percorso intenso e non sempre facile che attraverso fotografia, video, cinema, letture, si insinua nei musei, nelle gallerie, con un’esplorazione nell’immaginario sociale e artistico della città.

WR Mysteries of the Organism, Dusan Makavejev, 1971/85 min.
Museo Civico Archeologico

Passeggiare pensando
, sottotitolo della sezione Polis, è più di un invito, è una richiesta di attenzione che rimette al centro l’individuo nel suo essere sociale, un’esortazione a riappropriarsi del proprio pensiero e a misurare con passi propri uno spazio fisico ed esistenziale da cui ci si sente irrimediabilmente alienati. Ancora, se non fosse anacronistico, un richiamo alla militanza individuale e collettiva -sinergia e resilienza-,  e se non fosse troppo scontato,  alla certezza di cartesiana memoria “Cogito ergo sum”.

SPAZIO TESTONI, L’orMA, Il giardino delle delizie,  2016

domenica 29 gennaio 2017

SetUp 2017. Viaggio nel Paese delle Meraviglie alla scoperta dell’ arte contemporanea


di l.t.

L'atrio della stazione

SetUp ci accoglie con l’odore pungente di birra e di porchetta. Sono queste le prelibatezze proposte all’ingresso della stazione dove si svolge la manifestazione artistica.
Per chi non lo sapesse: SetUp Artfair Contemporary è allestita al primo piano dell’Autostazione di Bologna, nel labirinto degli ex uffici. L’edificio è stato costruito negli anni sessanta e porta tanti segni del “fascino del tempo”.
Scherzando con gli espositori abbiamo individuato diversi particolari di degrado, degni di essere esposti come vere e proprie opere d’arte: dalle infiltrazioni pittoriche sul soffitto alle grosse corde che sostengono un muro verde in compensato.
Ma lasciamo stare l’inospitalità del contenitore e passiamo al contenuto – fresco, vivace e gioviale.
La crescita di questa manifestazione, nata cinque anni fa, è evidente: i prezzi contenuti rispetto ad Arte Fiera incoraggiano sia la partecipazione delle gallerie, sia il collezionismo. In questa edizione SetUp può vantare un notevole salto di qualità e anche l’incremento delle presenze straniere - sono raddoppiate rispetto all’anno scorso. L’attenzione particolare per l’arte giovane è il segno di lungimiranza degli organizzatori che hanno scelto di investire nel futuro e contemporaneamente caratterizzarsi con un format speciale.

Appena entrati ci imbattiamo in un gigantesco Kalashnikov rivestito con innocenti sorpresine colorate in plastica (opera di Fabrizio Fontana). L’atmosfera è rallegrata dalle voci dei bambini. Per i piccoli visitatori è stato creato uno spazio speciale, dove si svolgono divertenti laboratori dedicati all’equilibrio, il tema guida di quest’anno di SetUp.

Un'opera di Fabrizio Fontana

Ci muoviamo con cautela  tra gli stand striminziti cercando di non  urtare le opere esposte. L’equilibrio è importante. Proseguiamo come nel Paese delle Meraviglie. L’installazione di Hannes Egger ci trascina in una visita immaginaria all’ Ermitage di San Pietroburgo. La voce recitante attraverso gli auricolari coinvolge la nostra fantasia e ci costringe ad immaginare anche le opere che non conosciamo o non ricordiamo.

L'installazione di Hannes Egger

I galleristi e gli artisti sono molto friendly e ci accompagnano con spontaneità nel nostro percorso.
Impalpabili composizioni di carta ritagliata, opere di Elisa Mearelli, ci fanno fluttuare nel mondo della leggerezza.

Sensi Arte, Elisa Mearelli "Il sogno della fenice" (particolare)

Il collettivo The Bounty Killart ci sorprende con l’ironia espressa in ceramica con grande perizia tecnica e i colti riferimenti al passato. “Espongono anche in ArteFiera” – si vanta il loro gallerista.

MetroQuadro, un'opera di The Bounty Killart

Vincenzo Paonessa risveglia il nostro inquietante legame con la natura primordiale.

Falcinella Fine Art, "Tenui involucri" di Vincenzo Paonessa

Flavia Bucci trasforma la quotidianità in un rituale. Ci tratteniamo a curiosare tra le immagini, a prima vista insignificanti, ordinate in una composizione che svela i segreti inconfessati di una persona.

Galleria 33, "Esercizi d'igiene" di Flavia Bucci

Un effetto simile provoca anche l’opera di Mohamed Larbi Rahali. L’artista presenta il suo racconto personale disegnando all’interno delle scatole vuote dei fiammiferi.

Saida Art contemporain, un'opera di Mohamed Larbi Rahali (particolare)

Fuliggine, carta, plastica, ceramica, corda - sono alcuni dei mezzi usati dagli artisti per esprimersi. La sperimentazione qui è di casa. Nuno Gil eleva il ruolo della semplice graffetta: la fa diventare un elemento che crea il ritmo nelle sue opere.

Mòdulo, "Untitled 2016" di Nuno Gil 


Giulia Manfredi conduce la sua ricerca intrappolando nella resina i frammenti della natura, aprendosi alla riflessione sulla vita e la morte.

Add-art, un'opera di Giulia Manfredi

Nello stand della ART and ARS gallery troviamo l’essenza dell’ equilibrio: sia nell’ allestimento, sia nelle opere.

ART and ARS gallery

Arte di Stefano Gioda fa godere la vista e stimola la mente: unisce l’eccellente tecnica all’invenzione. Delle sue creature fantastiche si potrebbe dire che sono mostruosamente raffinate.

Eggers 2.0, un'opera di Stefano Gioda

Il teatrino di José Luis Serzo presenta uno spettacolo onirico che vogliamo approfondire. Sono tanti gli artisti che suscitano la nostra curiosità. Alcuni li abbiamo visti già nelle edizioni precedenti, altri li abbiamo conosciuti ora.

Artizar, "Teatrorum" di José Luis Serzo (particolare)

Ci avviamo verso l’uscita, ma ecco che una fotografia di Jorge Fuemuena cattura la nostra attenzione: raffigura una casa-groviglio.  Riflettiamo sul parallelo con le atmosfere di desolazione e degrado nei dipinti di Jonas Burgert (attualmente esposti al MAMBO) e con le installazioni di Peter Buggenhout che comunicano la distruzione (al Palazzo de’ Toschi).  Sono le opere che rispecchiano il mondo in cui viviamo, la confusione che ci minaccia.
Ma siamo fiduciosi e ci diciamo: “La bellezza salverà il mondo”, citando Dostoevskij.
E’ finita la nostra visita nel Paese delle Meraviglie, siamo stati dentro tre ore circa.
Il venditore di porchetta nell’atrio si mette in posa per una foto. “Sono vegetariano” ci confessa.

ADDAYA centre d'art contemporani, un'opera di Jorge Fuemuena

giovedì 19 gennaio 2017

Дмитрий Павлович Федорин (1936-2012). Искусство как опыт откровения

20 января – 5 марта 2017 года

20 января в 18-00 в Библиотеке иностранной литературы состоится открытие выставки работ Дмитрия Павловича Федорина (1936-2012), организованной совместно с Государственным институтом искусствознания в рамках программы Выставочного отдела «Художник и библиотека».
Д.П. Федорин родился в д. Санники Московской области. В 1961 г. окончил Московское Высшее художественно-промышленное училище им. С.Г. Строганова, его собственная неповторимая манера сформировалась в 1960–1970-е годы.
Художник долго не выставлялся, свои работы показывал лишь самым близким друзьям. После первой выставки, открывшейся лишь в 1989 г., его творчество высоко оценили ведущие специалисты по современному искусству. Одним из первых был В.П. Цельтнер, который увидел в его искусстве целое «невостребованное художественное направление.., до сих пор так по-настоящему и не вошедшее в нашу жизнь, где федоринского так недостает».
Главная тема его творчества – искусство как непрерывающийся след внутренней жизни художника, а основная идея – создание «движущейся живописи», способной жить самостоятельно, видоизменяться, постоянно порождая новые образы.
Все исследователи творчества Д.П. Федорина отмечают его органическую связь с музыкой и поэзией, но, вместе с тем, его живопись не является опытом их стилизации. Каждый из рождающихся и преображающихся на наших глазах образов, не утрачивает свою «летучесть», но обладает пластической конкретностью, материальностью красочного пятна и штриха. Они являются следом движения руки художника, пульсации его жизни и мысли.
На выставке в Библиотеке будет представлено более 40 живописных полотен Д.П. Федорина, отражающих разные десятилетия творческого пути автора.
За прошедшие со времени первой выставки годы автор экспонировал свои работы более чем на двадцати групповых и персональных выставках. Наследие художника составляет более 350 живописных полотен, часть из которых находится в музеях и частных собраниях Москвы, Санкт-Петербурга, Александрова, Новгорода, Берлина, Варшавы, Дижона, Токио, Мадрида, Нью-Йорка и других городов.
Выставка продлится до 5 марта в Белом и Бежевом залах Библиотеки (центр, 2-3 этажи).

Вход свободный (при предъявлении удостоверения личности).
Часы работы: пн-пт – с 11:00 до 21:00, сб-вс – с 11 до 19:00.
Адрес: Москва, ул. Николоямская, д. 1.
Проезд: от ст. метро «Таганская» – кольцевая: троллейбус M7, автобус 255 до ост. «Кинотеатр "Иллюзион"»; от ст. метро «Китай-город»: выход на улицу Солянка, троллейбусы М7, М8 до ост. «Николоямская улица».
Выставочный центр Библиотеки: exhib@libfl.ru
+7(495) 915-35-17